Io non so come una persona possa essere così merda dentro e parassita. Ma vi rendete conto? Contro questa feccia bisogna fare qualcosa, ma qualcosa di grosso. Non si può tollerare questa immoralità e meschinità. Deve sprofondare nella miseria lui, il medico che ha certificato e tutti quei politici di merda.
Se mai ci capitasse di vederlo in giro....
da corriere.it
Calabria
Il sottosegretario regionale che intasca
il vitalizio per inabilità al lavoro
Una pensione di invalidità di 7 mila euro oltre allo stipendio
Ma Sarra presiede convegni e inaugura strade
Alberto Sarra
Lunga vita ad Alberto Sarra. Ma è giusto che riceva dalla Regione
Calabria un vitalizio di invalidità di 7.490,33 euro al mese, dieci
volte più alto di quei portatori di handicap che non sono neppure in
grado di soffiarsi il naso? Ed è giusto che accumuli un'altra indennità
come sottosegretario regionale nonostante risulti disabile al 100%?
Chiariamo subito: il pensionato-sottosegretario ha, come
paziente, tutta la nostra solidarietà. Reggino, avvocato, 46 anni, da
sempre amico, compagno di basket e camerata politico del governatore
Giuseppe Scopelliti, già consigliere e assessore provinciale di Reggio,
criticato da alcuni giornali locali per avere accettato la difesa di
personaggi in odore di 'ndrangheta, Alberto Sarra fu colpito nei primi
giorni del 2010, quando stava scadendo il suo mandato di consigliere
regionale, da uno choc emorragico.
Salvato grazie a un delicato intervento chirurgico, si perse le
elezioni di marzo. Tre mesi dopo, visto che era in forma, l'amico
Scopelliti lo nominava già sottosegretario regionale alla presidenza,
una ridicola carica da retrobottega politico inventata dalla precedente
giunta sinistrorsa di Agazio Loiero, mantenuta dal centrodestra e
destinata ad essere abolita al prossimo giro proprio perché insensata.
Da allora, l'archivio dell' Ansa trabocca di notizie su di lui:
156 dispacci. Lui che incontra i presidenti delle Comunità montane. Lui
che presiede conferenze dei servizi sulle frane. Lui che inaugura nuove
strade. Lui che si occupa dei consorzi industriali. Lui che riceve
l'ambasciatrice cubana in Italia. Lui che cerca di risolvere il nodo dei
forestali. Insomma, instancabile. Si sa com'è: governare una Regione è
una faticaccia. Come dice Roberto Formigoni, «per fare politica, ci
vuole un fisico bestiale».
Contemporaneamente, mentre gli amici si congratulavano per il suo
attivismo, il dinamico sottosegretario avviava le pratiche per farsi
riconoscere invalido al lavoro. Finché il 13 giugno scorso, mentre lui
era impantanato nelle trattative sulla forestazione, una commissione di
cui faceva parte il suo cardiologo di fiducia Enzo Amodeo, dichiarava
che «considerata la patologia - aneurismi dei grossi vasi arteriosi del
collo e del tronco complicati da dissezioni della aorta
torico-addominale - si ritiene l'avvocato Alberto Sarra permanentemente
inabile a proficuo lavoro».
La settimana dopo, record mondiale di velocità burocratica,
l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale riconosceva al
sottosegretario l'«inabilità totale e permanente dal lavoro». Poche
settimane d'attesa e il Bollettino Ufficiale, come ha raccontato Antonio
Ricchio sul Corriere della Calabria , pubblicava la Determinazione 439
che concedeva a Sarra un assegno mensile di 7.490,33 euro «al lordo
delle ritenute di legge, a titolo di vitalizio, con decorrenza dal 7
gennaio 2010». Per capirci: gli riconosceva gli arretrati per un totale
di 30 mesi pari (stando a quei numeri) a circa 225 mila euro. Cioè
quanto un normale disabile totale e permanente, uno che non solo non è
in grado di ricevere l'ambasciatore bielorusso ma magari neppure di
portarsi il cibo alla bocca, prende in 24 anni e mezzo.
Ricordate la storia che abbiamo raccontato mesi fa di Giulia, la
ragazza padovana con «insufficienza mentale medio-grave in paraparesi
spastica»? Per permetterle di vivere seguendola 24 ore al giorno il
padre e la madre Gloriano e Mariagrazia, obbligata a lasciare il lavoro
per dedicarsi solo alla figlia, ricevono una pensione mensile lorda di
270,60 euro più un'indennità d'accompagnamento di 487,39 per un totale
di 757 euro e 99 centesimi. Un decimo.
«E di casi così in Italia, di persone che dipendono dai familiari
in tutto e per tutto, ce ne saranno almeno centomila», spiega Pietro
Barbieri, presidente della Fish, la federazione italiana delle
associazioni di sostegno all'handicap. «Sia chiaro: se Sarra non è più
in grado di lavorare, è giusto che l'invalidità gli sia riconosciuta. Ma
nessuno nelle sue condizioni, in Italia, ha mai visto un vitalizio con
delle cifre simili. Nessuno».
Di più: quel vitalizio stratosferico
rispetto ai trattamenti miserabili concessi agli altri invalidi totali
che non fanno parte del mondo dorato della politica, va a sommarsi con
l'indennità e le altre prebende riconosciute ai sottosegretari regionali
calabresi.
Per carità, non ci permetteremmo mai di sottovalutare i problemi
avuti dall'esponente pidiellino. Anzi, che abbia trovato la forza per
riprendersi è una cosa che non può che rallegrare noi e tutti i
cittadini. Ma c'è o non c'è una contraddizione tra quella invalidità
assoluta e permanente a ogni lavoro e la sua permanenza ai vertici del
governo di una regione italiana?
E sono accettabili quelle cifre in un paese come l'Italia che dal
2008 al 2013, come dice un'analisi di Antonio Misiani, ha visto il
Fondo per le politiche sociali precipitare nelle tabelle degli
stanziamenti da 929,3 milioni di euro a 44,6? Come possono capire i
cittadini calabresi, sapendo che la loro regione risulta essere, stando
ai dati Istat, l'ultima delle ultime per stanziamenti nell'assistenza e
nell'aiuto alla disabilità?
Gian Antonio Stella